Nicoletta vive a Firenze con il marito e i suoi due bambini. 
E’ nata a Castrocaro Terme nel 1976, si è laureata in scienze della comunicazione; tiene corsi di teorie e tecniche della comunicazione in vari atenei universitari e si occupa di web marketing. 
E’ autrice di saggi e di vari racconti. 
Il valore affettivo è il suo romanzo d’esordio con il quale ha vinto la menzione speciale della giuria del Premio per esordienti Italo Calvino che recita così:
“Una conturbante tragedia moderna presentata sotto forma di romanzo famigliare neoborghese in cui risaltano la coerenza tra forma e contenuto, l’equilibrio della struttura e la sottile definizione di uan protagonista prigioniera delle sue ossessioni.”
 
Si è trattato di una serata molto al femminile, come Nicoletta ha definito essere la cifra del suo romanzo.
Un’ospite generosa e aperta a incontrare domande e fantasie sulla sua protagonista e sulla fine tessitura che, con tocco aggraziato e sensibile, ha saputo crearle intorno. 
Un testo che tratta con maestria poetica il disagio psichico ma anche universali che risuonano dentro ognuno di noi, che rendono il suo romanzo una lettura intensa e feconda per il pensiero.
L’intreccio delle voci è stato un piacere pieno di sfumature, linguaggi che hanno saputo venirsi incontro fuori dal proprio terreno verso un “conosciuto non pensato”. Così se con l'inconscio non si scherza, come scrive Nicoletta, e la scrittura stessa è un processo per larga parta inconscio, la serata ci ha insegnato che con l'inconscio ci si può anche divertire, psicoanalisti e scrittori insieme. Scrittura e psicoanalisi hanno in comune l'utilizzo delle parole e della creatività sorgiva; in fondo, uno degli obiettivi della psicoanalisi, è anche quello di aiutare il paziente a trovare (o ritrovare) la propria storia, una nuova storia che può essere raccontata.

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