Seminario al Centro Psicoanalitico di Bologna, 14 marzo 2015

La violenza delle istituzioni. Una lettura psicoanalitica di "Vento scomposto" di S.Agnello Hornby

Angela Bresciani in questo seminario che fa parte del ciclo "Infanzia, Adolescenza, Genitorialità" aggira con astuzia il problema spinoso della privatezza, scegliendo di affrontare il tema dell'abuso infantile attraverso l'avvincente romanzo di S. Agnello Hornby. "Vento scomposto" narra infatti della famiglia Pitt, su cui si abbatte l'accusa di abuso sessuale infantile da parte del padre sulla piccola Lucy, a partire da una denuncia scolastica. La scrittrice Agnello Hornby svolge la professione avvocato dei minori e descrive una vicenda che definisce "tipica" e che atterrisce per il dispiegarsi ed intrecciarsi di fraintendimenti, pregiudizi e sfortunate coincidenze in un procedimento legale  di kafkiana memoria.

Angela Bresciani osserva l'avvicendarsi del romanzo dalla prospettiva di una psicoanalista e neuropsichiatra infantile che lavora all'interno delle istituzioni, e lo utilizza per illustrare nel suo lavoro le teorie di W. Bion sulle dinamiche di gruppo.

La discussione in sala si è divisa tra condivisioni di esperienze cliniche sulla rilevazione di abuso (non solo sessuale, ma anche psicologico e di incuria sulla prole) e  considerazioni da parte degli operatori riguardo all'utilità o meno di  linee guida e protocolli d'intervento. Si è inoltre accennato alla controversia di impossibile soluzione se sia maggiore il rischio di mancato riconoscimento dell'abuso, come avveniva ai tempi di Freud, oppure il falso riconoscimento- che ha riempito le pagine dei recenti quotidiani.

L'attività che è proseguita al pomeriggio – pensata come approfondimento del tema della giornata in un piccolo gruppo - ha previsto la proiezione di un video-riassunto del film "Il sospetto" di Thomas Vinterberg (2012). Lo spaesamento generato naturalmente dal tema e dal finale shockante, è risultato ancora più enfatizzato da alcune difficoltà tecniche di proiezione (l'audio differito dal video di qualche secondo); bravi i partecipanti, che hanno colto l'associazione e riportato questa dinamica alle vicenda narrata. La confusione delle lingue tra adulto e bambino (secondo lo splendido articolo di S. Ferenczi) dove la tenerezza del bambino è scambiata dall'adulto per passione, è stata riconosciuta nel professore protagonista del film, che non sa come gestire l'innamoramento di una ragazzina, ed anche nell'ascolto "viziato" degli adulti attorno.

Una terribile conseguenza di questa confusione è proprio la riedizione del passato abuso nell'abuso da parte di alcuni terapeuti senza adeguata formazione personale sui propri pazienti: questo problema, sollevato in conclusione dei lavori da un partecipante, avrebbe richiesto da solo un'altra bella, intensa giornata di discussione.

(19 marzo 2015)

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