"Navigare adagio nei bassi fondali: la violenza nascosta nelle relazioni di coppia e le sue possibili trasformazioni"

Relatore Dott.ssa LUISA MASINA

Si è svolto il 21 marzo il penultimo appuntamento del ciclo di seminari di psichiatria 'Dalla violenza al contenimento: una possibile ricerca di senso?', organizzato dal Centro Psicoanalitico di Bologna per gli esterni.
In questo primo giorno di primavera abbiamo trascorso assieme a Luisa Masina una mattinata ricca e piena di suggestioni. Luisa Masina è psichiatra e membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, ha lavorato nei Servizi Psichiatrici pubblici e da vari anni è Consulente Tecnico del Tribunale. Ci ha presentato il bel seminario dal titolo evocativo:
"Navigare adagio nei bassi fondali: la violenza nascosta nelle relazioni di coppia e le sue possibili trasformazioni". Subito Masina ci avverte che non della violenza nelle sue forme più eclatanti ci parlerà, ma piuttosto di quella forma subdola, nascosta, e a volte più insidiosa e ambigua, che si nasconde tra le pieghe sgualcite di relazioni apparentemente non troppo disfunzionali. Servendosi del bel testo di una canzone di Sergio Endrigo e di un riferimento all'enunciato di un teorema matematico dalla dimostrazione 'quasi impossibile’, ci invita a predisporci in una certa maniera, a non pretendere risposte esaustive, o, per dirla con Bion, a tollerare 'nuvole di incertezza'. La relatrice introduce l’argomento facendo una importante distinzione: il tema della violenza nascosta non va confuso con quello delle 'relazioni perverse', non si identifica con esso, anche se esistono situazioni che si situano a metà strada tra la franca perversione e la 'perversità'. Violenza e aggressività, spesso presenti nelle relazioni di coppia, possono assumere connotazioni perverse, ma possono trovarsi anche transitoriamente o stabilmente in relazioni d'amore che non hanno tali caratteristiche. Luisa Masina prosegue offrendoci un breve ma esaustivo sguardo d'insieme sulle situazioni di maltrattamento psicologico da parte di uomini, definiti da Sandra Filippini (nel suo bel libro "Le relazioni perverse") 'perpetratori' nei confronti di partner femminili. I perpetratori, caratterizzati da strutture narcisistiche di personalità, sembrano avere come fine ultimo quello di sovvertire la verità per arrivare ad avere il controllo e il dominio assoluto sulla propria compagna. La strumentalizzazione della partner che viene ridotta alla stregua di oggetto e usata per i propri scopi è poi un ingrediente immancabile in questo tipo di relazioni. L'assenza di empatia nei confronti dell'altro completa il quadro della perversione relazionale.
I protagonisti delle forme di violenza nascosta di coppia, invece,uomini o donne, sono difficilmente descrivibili ed etichettabili. Il meccanismo sempre operante è quello della coazione a ripetere; qualcosa di 'anti-vita' mina profondamente queste relazioni, dove i soggetti sembrano impossibilitati a vivere in modo costruttivo l'aggressività. In un gioco di identificazioni proiettive incrociate e 'collusioni inconsce', ogni membro della coppia deposita nell'altro - nel tentativo di mantenere un proprio assetto interno accettabile - componenti del Sé, alcune sgradite, altre troppo minacciose per essere accolte al proprio interno. Tutto questo genera quello che alcuni autori definiscono 'patto inconscio': la 'fantasia inconscia condivisa' di cui parlano i Baranger, frutto dell'unione dei membri della coppia, che si discosta dalle dinamiche prevaricatore-vittima di cui si parlava prima.
Molti gli autori citati in questo seminario; da H.Searles con il suo concetto di 'interazione patologica', a D. Anzieu con la sua teorizzazione dell'”Io pelle”, secondo la quale anche le coppie strutturano un involucro psichico comune. La teorizzazione del "vincolo" (Pichon Riviere), degli psicoanalisti Berenstein e Puget,  ritiene che la coppia si fondi su un nucleo inconscio condiviso. Questi autori reputano fondativi della coppia due processi: nel primo, il soggetto cercherebbe di riempire una mancanza, l'altra metà di derivazione platonica; nel secondo, il soggetto, nell'incontro con l'altro, accetta qualcosa di nuovo, un surplus. Questa teorizzazione è stata ripresa e sviluppata in Italia da Niccolò e coll.. Per questi autori il 'legame' rappresenta un elemento nuovo, che viene creato nell'incontro, dunque è inteso come relazione interpersonale tra soggetti, da non confondere con il concetto di relazione oggettuale, che impegna il soggetto in un una relazione con l'oggetto interno.
Numerose vignette cliniche hanno fatto da corollario all'impianto teorico presentato dalla relatrice.
Molti i problemi che si presentano nelle consultazioni o nelle terapie di coppia: la crisi di coppia può essere espressa da uno o da entrambi i membri della coppia; può avere a che fare con l'emersione di convinzioni che hanno scarsa connessione con la realtà. In questi casi qualcosa nella coppia si rompe e non ci si riconosce più: l'altro è diventato un estraneo, un nemico dal quale difendersi. Una rappresentazione estrema di ciò la possiamo vedere nei casi di separazione, quando i figli che trascorrono la loro vita tra una casa e l'altra, 'vengono spogliati dagli abiti che indossano e rivestiti con gli abiti presenti nella casa in cui arrivano, e viceversa, nel momento di andarsene'. Un altro aspetto da non sottovalutare è quello delle famiglie di origine: esse, nel migliore dei casi, rappresentano un arricchimento, nel peggiore, possono portare a veri e propri 'conflitti di stirpe', riproponendo la nota contrapposizione tra conosciuto e sconosciuto, noto e alieno. Parlando di violenza nelle relazioni di coppia non si può ignorare un aspetto fondamentale, che è quello delle lotte di potere. Le declinazioni che queste lotte possono avere dipenderanno dalla struttura inconscia di ogni singola coppia. Ci potranno essere lotte di potere di stampo sadico anale, con ricatti più o meno espliciti, minacce e possessività, o a matrice fallica con sfide e competizioni esasperate, oppure caratterizzate dalla dipendenza orale; in queste ultime l'equilibrio si mantiene solo grazie all'evitamento di ogni forma di separazione e autonomia.  
La parte espositiva del seminario si è conclusa con qualche indicazione preziosa riguardo alla tecnica. Secondo Masina gli strumenti psicoanalitici forniscono al terapeuta il necessario equipaggiamento per muoversi nel terreno accidentato delle crisi di coppia; di fondamentale importanza è 'l'assetto interno equidistante' che il terapeuta deve avere.
La discussione che è seguita è stata molto vivace e interessante; ha rotto gli indugi Nicola Bartoli, psichiatra e psicoanalista del Centro Psicoanalitico di Bologna, che ha introdotto la relatrice interrogandosi sulla funzione della fantasia inconscia condivisa, precisamente su quando è funzionale alla coppia e quando non lo è. Masina approfondisce il tema della fantasia inconscia condivisa definendola come la matrice comune inconsapevole che sta a fondamento di tutte le coppie; il 'terzo' necessario, non dato una volta per tutte, ma in continua evoluzione.
Altre riflessioni hanno riguardato la difficile costituzione del 'noi' di coppia a partire dall'Io+Io e la rigidità dei confini nel ritorno all'Io+Io nelle separazioni.    
Un ulteriore spunto di riflessione messo a disposizione del pubblico dalla relatrice, è stato il breve ed efficace racconto tratto dal libro di Yasmina Reza 'Felici i felici', nel quale si assiste a una escalation di rabbia, risentimento, violenza, disperazione e solitudine in una coppia intenta a fare la spesa in un supermercato. Efficace l'immagine del carrello associata da un partecipante al seminario, al controtransfert del terapeuta di coppia che si sente iper saturato, iper riempito, ingozzato di cibo-spazzatura. Nei numerosi interventi che sono seguiti è ritornato il tema delle famiglie di origine: in seguito a rotture della coppia si passa dall'alleanza basata sul vincolo all'alleanza patogena con la propria famiglia di origine, anche e soprattutto, se con questa vi è stata una relazione conflittuale.
Altro tema emerso è quello relativo alle crisi che può attraversare la coppia nel momento cruciale dell'adolescenza dei figli. Importante a questo riguardo è lavorare con le coppie per favorire i processi di separazione e fare i necessari 'ri-aggiustamenti', che comprendono la rivisitazione della propria adolescenza, con tutti i rischi che ciò comporta. In collegamento con le teorizzazioni sulle relazioni perverse e sullo spregio della verità, si è sfiorato il tema delle collusioni anche all'interno delle istituzioni; delle omissioni e del non volere 'accendere la luce' davanti a situazioni di violenza nascosta perpetrata da un membro della coppia nei confronti del bambino, o addirittura di molestie. Qualcuno si è interrogato sul potere della coazione a ripetere nel creare la fantasia inconscia condivisa. Qualcun altro ritiene la coazione a ripetere il nemico numero uno da sconfiggere nelle terapie di coppia. Marco Monari domanda alla relatrice se nelle terapie di coppia si incontrino spesso configurazioni del tipo Mandrake/Lothar, cioè coppie nelle quali uno dei due fa la parte del servitore che non parla mai. E anche se e in che misura il lavoro di psichiatra ha influenzato il suo lavoro di psicoanalista di coppie. Per Masina il lavoro con le coppie trae utili spunti dal lavorare nei gruppi e l'equidistanza rispetto ai membri della coppia ci può essere solo 'con una sorta di diffrazione del controtransfert', come quando si lavora in equipe. Ritiene quindi la psichiatria un suo 'mito di fondazione', che le ha permesso di familiarizzarsi con meccanismi di difesa primitivi e situazioni limite, non esclusivo appannaggio delle patologie gravi, ma anche stati transitori rinvenibili in situazioni di più frequente osservazione.

Nel pomeriggio è stato attivato un gruppo di discussione sul tema della mattina tenuto dal Dott. Bartoli e dalla Dott.ssa Moscara. Il lavoro nel piccolo gruppo ha favorito un fertile scambio caratterizzato da un movimento elaborativo: dai traumi fisici irreversibili si è passati alle risorse di coppia, al perdono e a 'tessuti germinativi' che riparano dall'interno le ferite.

23 marzo 2015

 

 

 

 

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