Presentazione

Di Stefano Bolognini

Qual è il messaggio sostanziale, “di fondo”, veicolato da questo volume?
Per rispondere a questa interrogazione, ci si potrebbe chiedere, in modo intenzionalmente provocatorio, quanto e quale senso abbia oggi enfatizzare una radicale contrapposizione tra pulsione e relazione, con i loro corollari teorici e metodologici, nella psicoanalisi contemporanea.
Se, da un lato, sarebbe anti-analitico negare l’esistenza (e la giusta ragione!) di differenti posizioni teorico-cliniche riguardo a questi temi, dall’altro lato un’enfasi troppo accentuata su di esse contraddirebbe di fatto l’accresciuta complessità e la consapevole integrazione di queste componenti che già si mostra in atto anche all’interno di scuole di pensiero, come quelle inglesi, francesi e nord-americane, che per decenni si erano caratterizzate fortemente in un senso o nell’altro.
Va detto, per contestualizzare storicamente i movimenti in corso in campo internazionale, che alcune comunità analitiche che per decenni avevano importato e tradotto i maggiori contributi di quelle scuole hanno sviluppato poi autonomamente al loro interno metabolizzazioni ed elaborazioni sempre più originali e integrative: è il caso della psicoanalisi italiana, e – fra altre – di quelle tedesca e brasiliana, ad esempio.
Questi sviluppi recenti, unitamente ai sempre più frequenti scambi clinici internazionali, hanno favorito appunto nuovi processi integrativi: non nel senso di una omogeneizzazione delle teorie, dei punti di vista e degli stili e metodi di lavoro in seduta, ma nel senso di una progressiva scoperta, in sede di confronto clinico diretto, di quanto le componenti relazionali e pulsionali, l’attenzione ai processi di scambio in seduta e alle realtà strutturali profonde implicate fossero molto più comuni a tutti gli analisti odierni, nella pratica clinica, di quanto si pensasse.
Ciononostante, parlare di relazione in psicoanalisi rimane un tema ampiamente insaturo a livello teorico e, in aggiunta, a rischio di semplicistica liquidazione come “deriva” di stampo nord-americano, per via delle correnti relazionaliste che si sono sviluppate negli Stati Uniti negli anni ’90.
Questa prospettiva limitata non terrebbe conto della profonda matrice europea, sviluppata da Ferenczi in poi, di un’attenzione psicoanalitica ai vari livelli della relazione durante il trattamento analitico: e questo libro approfondisce proprio questo tema, presentandolo in chiave decisamente contemporanea in forma di dialogo internazionale, mostrando il work in progress di una comunità scientifica che si mantiene in continua evoluzione e che non si accontenta di una amministrazione statica e auto-confermativa del proprio patrimonio scientifico tradizionale.

Indice

Presentazione, di Stefano Bolognini  pag. 9
     
Prefazione, di Irene Ruggiero  » 11
     
Introduzione, di Nicolino Rossi e Irene Ruggiero  » 15
1. Brevi note introduttive al modello relazionale  » 15
2. Il Dialogo di Bologna  » 18
Bibliografia  » 27

Parte prima
Elementi costitutivi della relazione analitica

   
1. La relazione come funzione analitica, di Stefano Bolognini  » 31
1. Premessa storico-clinica  » 31
2. Una tipologia ricorrente di “controversial process”  » 32
3. La relazione come funzione analitica  » 34
4. Concetti base  » 35
4.1. La costanza dell’oggetto  » 35
4.2. Il contenimento  » 36
4.3. La capacità di cooperare  » 36
4.4. Appoggio e sostegno  » 38
4.5. Conferma di significato e valore  » 39
4.6. Simmetria/asimmetria  » 40
4.7. Intra ed interpsichico  » 41
Bibliografia  » 42
     
2. Fondamenti e processi dell’incontro psicanalitico, di René Roussillon  » 44
1. L’esperienza soggettiva: la “materia prima psichica”  » 44
2. La richiesta di psicoanalisi  » 45
3. La “risposta dello psicanalista”  » 46
4. Il transfert e la sua rimessa in gioco e in senso  » 47
5. Incontro con Marine  » 48
Bibliografia  » 50
     
3. Un processo di soggettivazione in… 11 forme, di Anna Ferruta  » 52
Bibliografia  » 60

Parte seconda
Alle origini della relazione analitica

   
1. Psicoanalisi relazionale e relazione psicoanalitica, di Nicolino Rossi  » 65
1. Psicoanalisi relazionale e relazione psicoanalitica: una precisazione non solo terminologica  » 69
2. Modello relazionale e posizione relazionale  » 72
3. Triangolarità e diadicità nella relazione analitica  » 74
Bibliografia  » 75
     
2. “Venire da lontano” e “diventare temporaneamente il paziente a propria insaputa”: due assunti della mente psicoanalitica di Ferenczi al lavoro, di Franco Borgogno  » 77
1. Premessa  » 77
2. Obiettivi  » 78
3. “Venire da lontano”  » 80
4. “Diventare temporaneamente il paziente a propria insaputa”  » 82
Bibliografia  » 88
     
3. L’eredità di Ferenczi nel Centro Psicoanalitico di Bologna, di Daniela Nobili  » 90
Bibliografia  » 95

Parte terza
Azione e rappresentazione nella relazione analitica

   
1. Quale posto per l’azione nella relazione analitica?, di Irene Ruggiero  » 99
1. Agieren, acting out, agire  » 100
2. Una possibile continuità tra azione e rappresentazione  » 101
3. Agito, enactement, azione deliberata  » 103
4. Considerazioni finali  » 109
Bibliografia  » 109
     
2. Dall’azione alla rappresentazione: potenzialità figurativa della coppia analitica, di Benedetta Guerrini Degl’Innocenti  » 112
1. In principio era l’azione  » 114
2. Dall’azione in psicoanalisi alla psicoanalisi in azione  » 115
3. Rappresentazioni in azione  » 118
4. Concludendo  » 122
Bibliografia  » 123
     
3. La relazione psicoanalitica: il tentativo di esprimere l’inesprimibile, di Christoph Walker  » 126
1. Primo caso: la signora G.  » 128
2. Secondo caso: il signor M.  » 132
3. Ulteriori riflessioni sul materiale clinico  » 135
4. Osservazioni conclusive  » 139
Bibliografia  » 140

Parte quarta
La relazione analitica nella psicoanalisi infantile

   
1. Bambini e genitori dall’analista: un gioco di relazioni, di Marco Mastella  » 145
1. Perdere ed essere persi  » 145
2. Un gioco di relazioni  » 145
3. Gli inizi della psicoanalisi infantile e la questione del “posto” dei genitori  » 147
4. Vignetta clinica  » 149
4.1. Considerazioni  » 151
5. Complessità della costruzione e manutenzione progressiva del setting interno  » 152
6. Breve discussione  » 153
7. Relazione, azione analitica e/o relazione-azione terapeutica e relazione interpsichica-interpersonale  » 155
Bibliografia  » 158
     
2. Che significato ha essere psicoanalisti infantili oggi?, di Francesco Pozzi  » 162
1. Le relazioni multiple  » 162
2. Psicoanalisi degli adulti e psicoanalisi dei bambini  » 163
3. Il transfert nelle analisi infantili  » 164
4. Il disagio della coppia genitoriale  » 164
5. Le componenti in gioco dell’apparato psichico dell’analista  » 165
6. Le aspettative di guarigione del genitore e la questione etica  » 166
7. Le varie modalità della presa in carico  » 167
8. È vera psicoanalisi quella rivolta a bambini ed adolescenti?  » 168
9. Il monitoraggio del setting  » 168
10. L’agire del paziente nella stanza d’analisi  » 168
11. L’intensità del dolore controtransferale  » 170
12. Il bambino nell’adulto  » 171
Bibliografia  » 171
     
Postfazione. Il lato oscuro della relazione, di Paola Golinelli  » 173
1. Un po’ di storia  » 173
2. Pulsione e/o relazione?  » 174
3. La psicoanalisi e gli psicoanalisti dal “volto umano”  » 177
4. Neutralità e dintorni  » 181
5. Interpretazioni silenti o interpretazioni verbalizzate?  » 181
6. Conclusioni  » 182
Bibliogra  » 183

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