
Ho bisogno delle parole degli altri
per scandagliare le mie.
Ascoltando
scrivendo
scopro cosa so.
Le parole sono le case del mondo
lo straccio che lava le cose.
Leggendo
più che comprendere
faccio scioccamente parte
della dolcezza d’essere.
Leggo per abitare
scrivo per traslocare.
Candiani, La lettura
Narrare è dell’umano, con le sue capacità mitopoietiche creatrici di realtà alternative, delle sue potenzialità contenitive e trasformative.
Fin da bambini si chiedono storie per addomesticare l’ignoto e il disordine, per conoscere il mondo ed inventarlo, incantamenti che, mentre proiettano il sé nell’alterità che viene incontro, costruiscono un riconoscimento dell’altra scena del proprio mondo interiore, il più intimo, il più necessario. Perché ci vuole l’immaginario per sbirciare nel buio e per trascendere la concretezza del reale e farne sogni abitabili, per tessere parole che ne costruiscano il senso.
Freud individuava nella letteratura una sorta di doppio della psicoanalisi; sicuramente condividono l’espandersi della zona intermedia dello psichico dove viene data forma e voce a ciò che ci abita, inesausto indagare un mistero inesauribile.
Questo Festival si ripromette di far dialogare Psicoanalisi e Letteratura con l’intento di approfondire le potenzialità di questo territorio di incontro e messa in forma di sé che la situazione analitica condivide con l’immaginazione artistica, fondamentale esperienza accrescitiva e curativa delle nostre anime, sulla via per la ricerca dell’umano e lo sviluppo di un più ampio e vitale senso di sé.
Dalle relazioni della giornata e dagli altri contributi che raccoglieremo nel frattempo è prevista una pubblicazione online che sarà accessibile a tutti su questo sito.
Maggiori informazioni e iscrizioni nella locandina per l'edizione dell'anno in corso.
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