L’Autrice pluripremiata di Riparare i viventi racconta un evento che fa effrazione nella vita della protagonista e la sospinge in un viaggio interiore: un uomo è stato ucciso e nella sua tasca è stato trovato un biglietto con su scritto il suo numero di telefono. Chi è lo sconosciuto che la riguarda? Che forse aveva da dirle? Il ritorno alla sua terra, una risacca di ricordi che pare farsi impegno civile nel suo riflettere sul nostro presente, sulle guerre e sui rischi di un’abituazione all’indifferenza. Una storia che è un monito a non smarrire la nostra umanità, a prenderci cura, a custodire una vocazione all’incontro con l’altro e al riconoscimento dell’alterità che ci interroga, ci definisce e ci apre alle trasformazioni.
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