Come può una scrittrice espiare le proprie colpe quando il suo potere assoluto di decidere dei destini altrui la rende simile a Dio? Non esiste nessuno, nessuna entità superiore a cui possa fare appello, per riconciliarsi, per ottenere il perdono. Non c’è nulla al di fuori di lei. E’ la sua fantasia a sancire i limiti e i termini della storia. Non c’è espiazione per Dio, né per il romanziere, nemmeno se fossero atei. È sempre stato un compito impossibile, ed è proprio questo il punto. Si risolve tutto nel tentativo.
1935. Briony Tallis ha 13 anni, e nella grande casa invasa dall’afa estiva sta allestendo frenetica le prove della sua commedia, la perentoria volontà di esibire la scrittrice che vuole diventare.
Pagine di un flusso di coscienza che incolla addosso il tedio del pomeriggio estivo, la descrizione impietosa di quegli adulti persi, solitudini distratte che lasciano i bambini a loro stessi.
Una ragazzina che si trova sulla soglia di un teatro di emozioni adulte e di segreti, che guarda confusa l’affacciarsi delle eccitanti incandescenze dell’attrazione fra la sorella maggiore Cecilia e Robbie, il figlio della loro domestica. Colta alla sprovvista dallo shock della sessualità, tradita nel suo desiderio di una prova d’amore da quel giovane che l’aveva accompagnata nella crescita insegnandole un sacco di cose, quella stessa sera lo accuserà del crimine perpetrato nel buio del parco.
Briony si intrappolò da sola, marciò dritta dentro un labirinto da lei stessa allestito, e si scoprì troppo giovane, troppo in soggezione, troppo desiderosa di mostrarsi compiacente per imporsi di tornare sui propri passi. (...) Aggrappandosi forte a ciò che credeva di sapere, limitando il raggio delle sue riflessioni, reiterando la testimonianza, solo così era in grado di bandire dai propri pensieri il danno di cui vagamente sentiva di potersi rendere responsabile.
Adulti imbolsiti dai pregiudizi, incapaci di offrire un contesto contenitivo che prepari alle cose della vita e ne costruisca il senso, la lasciano al suo impuntarsi, mancando ogni comprensione a quel bisogno tenero e tiranno di coagulare l’attenzione su di sé. Le sue parole farcite di immaginazione e vendetta infantile si faranno dramma determinando crudelmente il destino dei protagonisti: Robbie per scampare alla prigione si arruolerà è partirà per la guerra, l’amore con Cecilia spezzato nel suo sorgere che varrà a Briony l’odio di entrambi.
L’Autore lascia i suoi personaggi su quella soglia e li riprende più in là, attraversata la tragedia della guerra. Briony ha rinunciato alle sua ambizione da scrittrice per dedicarsi agli altri come infermiera, come Cecilia, con la quale cerca di riprendere i contatti per riconciliarsi di quella storia sfortunata e triste cui li ha condannati. Ma non avrà perdono.
.. il modo in cui la colpa aveva escogitato sistemi sottili di tortura, infilando le perle di ogni dettaglio in un’eterna collana, un rosario da sgranare per il resto della vita.
Si può davvero espiare le proprie colpe? Davvero “si risolve tutto nel tentativo” ?
Un altro passaggio temporale vede Briony invecchiata, scrittrice famosa che ha più volte tentato di mettere su carta quella vicenda per espiare e porre rimedio consegnando i protagonisti a un finale felice.
È forse come ne “L’abbazia di Northanger”, romanzo di Jane Austen che fa da incipit al libro, in cui la protagonista 17enne con la passione dei romanzi gotici, rielabora la sua esperienza in quella chiave. È nella confusione fra realtà e immaginazione che si prova a curvare la durezza degli accaduti, le sue crudeli evidenze, alla volontà dei desideri con i suoi sentimentalismi.
Mi è stato rivolto il più ovvio dei suggerimenti: sposta, cambia, trasforma! Fai scendere sulla vicenda la nebbia dell’immaginazione! Non è a questo che servono i romanzi? Spingiti solo fin dove è necessario, pianta le tende pochi centimetri più in là... Solo che nessuno conosce le distanze precise prima che sia stata emessa una sentenza.
Si può discutere un libro senza svelarne il finale? Perché uno dei pregi di questo romanzo sta anche nel rovesciamento di fronte con cui si conclude, che costringe a rivedere il senso della storia.
Briony di nuovo al centro della scena, che con il potere dispotico della sua immaginazione pretende di regalare la felicità a tutti, compresi coloro cui l’ha tolta irreparabilmente.
Quel che è certo è l’impatto sul gruppo di questo talentuoso scrittore, capace di colori vastissimi e di uno scavo profondo nei suoi personaggi, nelle atmosfere in cui ti immerge con una scrittura precisa e rapinosa. Per questo ci si è rimandati al prossimo incontro con un altro fra i suoi romanzi più famosi.