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COMUNICATO
Per la rassegna “Da qualche parte tra Musica e Psicoanalisi” si terrà il primo evento della XI edizione ”Musica e Psicoanalisi: Narrazione identità e musica”. L'appuntamento intitolato “Frammenti” è per venerdì 29 marzo 2019 alle ore 21.00 presso lo Spazio Tondelli di Riccione in via Don Minzoni 1.
In seguito al prologo di Cinzia Carnevali, psicoanalista SPI e alla relazione di Rita Arianna Belpassi e Roberta Savioli, psicoterapeute SIPsA, seguirà la Performance musicale “Psicopatologia cantata” a cura del gruppo Psicantria live set con Cristian Grassilli, Gaspare Palmieri e Lorenzo Mantovani.
Si tratta di una narrazione con testi in musica, alcuni scritti dagli studenti del Liceo Scientificoe Artistico Volta Fellini Riccione e Liceo Classico e Scienze Umane Valgimigli Rimini in seguito a incontri con giovani richiedenti asilo che si sono svolti durante le attività del progetto “Adolescenti e migranti. Identità e narrazione” realizzato da SPI, Centro Psicoanalitico di Bologna, S.I.Ps.A., C.O.I.R.A.G in collaborazione con Comune di Riccione, Associazione Arcobaleno, APS Margaret, Istituto Scienze dell’Uomo, Interazioni, Coop. CAD, Coop. Centofiori. L'ingresso è libero e la cittadinanza è invitata a partecipare.
Nella serata verranno premiati i manifesti realizzati dagli studenti della sezione grafica del Liceo Artistico Volta-Fellini di Riccione.
Frammenti 29 marzo 2019 Spazio Tondelli
Poesie da leggere con sottofondo musicale
1- VIAGGIO (Liceo Classico Rimini classe 3° A Chiara Garaglio prof. Magnani)
Solo
Perso
Disorientato
Abbandonato alle onde
Mi avvicino a una terra
che non mi appartiene
straniera
estranea
Mi manca la mia casa
Non mi sento al sicuro
Né protetto
Se osservo attentamente
riesco ancora a scorgere la spiaggia
da cui sono partito
dove ho lasciato parte di me
il mio paese
la mia famiglia
in cerca di un futuro migliore
nuove prospettive
possibilità
È un’occasione di rinascita
di rinnovo
per conoscere meglio me stesso
e il Mondo
Le preoccupazioni sono tante
ma le speranze altrettante
Fiducioso
mi appresto alla riva
2- Trovo inopportuna la paura (Liceo scientifico Volta Fellini Riccione classe (prof. Sanviti.)
Trovo inopportuna la paura
Per una cultura diversa
Che su un povero uomo riversa
La sua follia perversa.
Io non sono nero
Io non sono bianco
Io non sono marrone
Io non sono giallo
Io non vengo da nazioni, vengo
dalla tua stessa Terra.
Proiezione e premiazione di cortometraggi - Progetto “Adolescenti e Migranti. Narrazione e Identità”

Mercoledì 13 marzo, alle ore 20,30, presso la Cineteca di Rimini in via Gambalunga 27, ci sarà la proiezione e la premiazione di cortometraggi realizzati da studenti e giovani richiedenti asilo. Sarà presente il regista e documentarista Andrea Segre che esprimerà il suo parere, consegnerà i premi e dialogherà con il pubblico e con i partecipanti alla creazione dei corti. Nella stessa serata, sempre alla Cineteca, alle ore 21,15 il regista Andrea Segre presenterà il suo film- documentario “IBI”.
L’evento è realizzato nell’ambito del Progetto “Adolescenti e Migranti. Narrazione e Identità”, proposto dalla SPI (Società Psicoanalitica Italiana e dalla SIPsA-Coirag in collaborazione con le Scuole Superiori e alcuni Cas del territorio (gestiti da Cooperativa Cad e Cooperativa Centofiori), Associazione Arcobaleno, Associazione Margaret e Istituto Scienze dell’Uomo progetto-Interazioni. I destinatari del progetto sono gli adolescenti, giovani studenti e giovani richiedenti asilo, ed è volto a costruire azioni che favoriscano un reale cambiamento culturale sul territorio e a promuovere conoscenze, competenze e comportamenti adeguati a sostenere una convivenza civile e interculturale, nel rispetto dell’Altro.
Nei primi mesi del 2016 all'interno della Società Psicoanalitica Italiana ci si comincia ad interrogare sulla possibilità di attivare forme di aiuto clinico, di formazione e di elaborazione psicoanalitica che possano rispondere all'emergenza europea dei Rifugiati, Profughi, Esiliati, che si va ampliando e aggravando.
Per questo motivo, dopo aver aderito alla costituzione di un Gruppo Europeo di lavoro, all'interno della FEP (Federazione Europea di Psicoanalisi), la SPI dà l'avvio alla nascita del gruppo nazionale PER (Psicoanalisti per i Rifugiati), che aspira ad operare “perché non si costituisca quella zona grigia dell'indifferenza di cui parlava Primo Levi ne 'I sommersi e i salvati' e perchè si lavori per sviluppare una coscienza condivisa” (F.Castriota, M.Giannini).
Risulta sempre più evidente come nella stanza di analisi la comunicazione tra inconsci di analista e paziente sia un luogo nel quale si può cogliere e registrare una risonanza di queste sofferenze sociali, che costituiscono parte essenziale dell'apparato psichico gruppale di ogni soggetto.
Gli psicoanalisti sono consapevoli che gli eventi che si manifestano come “emergenze” costituiscono spesso un fenomeno che vede affiorare alla superficie della coscienza situazioni di sofferenza e tragedie che sono state a lungo tenute nascoste, rimosse, scisse, negate. Di questa “emergenza”ci si vuole occupare uscendo anche dalla stanza d'analisi, affrontando l'evidenza che il fenomeno migratorio implica il lavoro psichico di immaginare rappresentazioni ancora inedite, che il momento storico ci chiede di formulare sia come persone che come professionisti.
Al seguito di una convocazione nazionale di tutti coloro che erano interessati all'argomento, ci si è riuniti per la prima volta a Roma nel maggio 2016, con l'intento di conoscersi e definire lo stato delle cose, per poi studiare progetti possibili per il futuro.
In quella prima riunione si è preso atto che alcuni colleghi lavorano con i Migranti nei servizi, altri sono stati coinvolti in iniziative specifiche per i Richiedenti Asilo nelle strutture di accoglienza. Alcuni non hanno esperienza nel settore specifico ma vogliono rendersi disponibili.
Si è deciso perciò di costituire nei diversi Centri Psicoanalitici dei piccoli gruppi di colleghi interessati a riflettere e confrontarsi sul lavoro in atto e su quello potenziale.
Si è pensato di dare priorità ad un pensiero di gruppo sul lavoro con gli operatori che si occupano della cura dei Richiedenti Asilo, immaginando che esso permetta un uso più diretto delle competenze psicoanalitiche.
Dopo questo avvio nazionale, a Bologna alcuni colleghi si sono riuniti per dare forma al gruppo PER del Centro Bolognese, che si pone in continuità, senza coincidere, con il gruppo Psicoemergenze del Centro stesso. Attualmente il gruppo comprende una quindicina di psicoanalisti , di Bologna, Modena, Rimini e Forli. Alcuni hanno fatto e stanno facendo esperienza di lavoro con i Rifugiati o/e con i loro operatori, altri non ancora. Il gruppo ha una cadenza bi/trimensile, ci si ritrova per riflettere sulle esperienze cliniche dei singoli e ci si è anche proposti di indicarsi reciprocamente materiali di approfondimento teorico.
Una collega del gruppo ha lavorato per quattordici mesi all'interno di un bando FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione) della Comunità Europea, nel Progetto Start-ER, occupandosi dei Richiedenti Asilo senza fissa dimora e di quelli accolti nell'Hub Regionale. Nei beneficiari di questo progetto, si è cercato di riconoscere il disagio psichico e affettivo nelle sue prime manifestazioni, sia avviando interventi di consultazione psicoanalitica nel centro di Prima Accoglienza (Hub), sia cercando il contatto con il privato sociale e con alcune agenzie dell'Asl Bologna e Provincia, per accogliere segnalazioni in modo tempestivo. Si è creato un raccordo con le istituzioni che assegnano i Richiedenti Protezione sul territorio cittadino e regionale (Prefettura e Comune), per aiutarle a decidere le collocazioni migliori per le persone più vulnerabili. Attualmente, questa collega continua il progetto avviato, collaborando con due cooperative che hanno posti di accoglienze dello Sprar Vulnerabili, Disagio Mentale (posti messi a disposizione dal comune di Bologna, sovvenzionati dal Progetto Nazionale di accoglienza ai Richiedenti Asilo). La collega supervisiona le equipe degli operatori che lavorano con i migranti che mostrano una particolare vulnerabilità psichica e, se necessario, fa colloqui individuali con gli stessi migranti.
Due colleghe seguono un gruppo di Rifugiati che all’interno di una ONLUS bolognese svolgono il ruolo di Peer Operator nell’accoglienza degli ospiti di una “mensa dei poveri”, in gran parte stranieri esclusi dai programmi di protezione. L’intervento delle colleghe si svolge attraverso incontri mensili di gruppo con i Peer Operator improntati, in assetto interno di ascolto psicoanalitico, a “dare asilo” ai contenuti da loro espressi sulla propria condizione personale e sulle difficoltà del compito che devono svolgere con gli altri migranti. Si cerca inoltre di osservare le dinamiche del gruppo.
Una psicoanalista del gruppo da circa una decina di anni collabora con una associazione di volontariato bolognese (SoKos) che si occupa dell'assistenza ad emarginati e immigrati. Fa parte del gruppo di psicologi che hanno costituito un ambulatorio di Psicologia Transculturale. Inoltre per due anni è stata la referente per i minori del progetto Regionale Start-ER (Salute Tutela Accoglienza per Richiedenti e Titolari di protezione internazionale in Emilia Romagna) per l'AUSL Romagna.
Il lavoro delle due colleghe psicoanaliste di Rimini, facenti parte del gruppo, si articola in cinque punti:
- due gruppi d’ascolto psicoanalitico, con l’utilizzazione dello psicodramma psicoanalitico, con migranti adolescenti richiedenti asilo, uno in lingua inglese e l'altro in lingua francese.
- gruppi di ascolto analitico e di formazione a orientamento psicoanalitico per operatori e interpreti, per accogliere i loro disagi e vissuti emotivi in un lavoro molto difficile e stressante, perché riguarda situazioni che coinvolgono livelli individuali, sociali e organizzativi.
- Progetto Adolescenti e Migranti quale identità
È stato proposto un progetto (che continuerà) per aiutare i ragazzi migranti, a partire dalla loro scelta di un'attività spontanea: il disegno.
Il tema individuato è stato, il Volto dell’Altro Il Viaggio, la Terra e la Fratellanza.
Il Progetto ha previsto l’incontro dei ragazzi richiedenti asilo con gli adolescenti di due Licei Artistici. I disegni e i manufatti prodotti da ragazzi richiedenti asilo e studenti dei due licei sono stati esposti, per una settimana, al Museo di Rimini. - Progetto (2018-2019) di un focus group con responsabili cas, prefettura, enti gestori - ambito richiedenti asilo
- Sportello per i richiedenti asilo. Si sta lavorando per l'attivazione del Punto di ascolto "Accoglienza e Integrazione" che utilizzerà gli spazi di Associazione Arcobaleno (Casa dell'Intercultura di Rimini).
Una psicoanalista appartenente al gruppo ha partecipato dal 1994 al 2000, con colleghe di altre Società, ad un progetto di supervisione di sei anni, richiesto da alcune psichiatre bosniache. Queste hanno lavorato soprattutto con le donne, ma non solo, nel periodo della guerra nei Balcani e negli anni successivi, trovandosi di fronte ai numerosi e terribili traumi di guerra, che le ha portate a chiedere l'aiuto delle colleghe italiane.
Una collega fa supervisioni mensili con gli operatori (alcuni non italiani) di un'associazione di volontariato che ospita, in cinque strutture, migranti di diverse provenienze, per i quali aiuta gli operatori ad individuare un progetto di integrazione sociale. E' anche referente per gli ospiti delle stesse strutture, che chiedono un sostegno diretto e per persone vittime di tortura.
Un altro collega ha svolto un'attività peritale su un bambino non accompagnato fermato alla frontiera, che ha colto essere privo di identità anagrafica ma ancora più di identità e coesione interna, a tal punto da rimuovere la lingua materna. L'uso della sensibilità psicoanalitica ha permesso al piccolo di avviare un processo di reintegrazione delle sue parti interne traumatizzate e di avvicinarsi al riconoscimento parentale.
Una psicoanalista del gruppo è membro della subcommitee per le Nazioni Unite dell'International Psychoanalitical Association (IPA), che riunisce colleghi che si impegnano a portare attenzione al tema della salute mentale secondo un approccio psicoanalitico all'interno delle Nazioni Unite.

PRESENTAZIONE
Il Sé, realtà complessa e plastica che fonda la nostra esperienza di soggetti, ha assunto un posto centrale nella clinica e nella teorizzazione psicoanalitica nella seconda metà del ‘900.
Costrutto dai confini sfumati, è stato variamente inteso ed utilizzato dai diversi autori, che ne hanno esplorato specifiche declinazioni e manifestazioni, a volte molto lontane, all’interno della propria prospettiva: basti pensare alle fondamentali osservazioni winnicottiane sul Vero e Falso Sé, alla concezione kohutiana, che ha dato vita alla Psicologia del Sé, alla prospettiva evolutiva di Stern, alla più recente ricerca neuro-psicoanalitica volta a riconoscerne le basi nucleari nella sua matrice psicosomatica. E comunque, pur all’interno delle differenti concettualizzazioni, sul piano clinico l’area del Sé si lega ad un approccio più decisamente relazionale, e costituisce un punto di riferimento irrinunciabile quando si esplorano le origini antiche e le manifestazioni attuali di diffuse forme di disagio psichico e relazionale; quando si osservano e si affrontano specifiche reazioni transferali nel lavoro clinico; quando si sperimentano e si modulano particolari, corrispondenti reazioni controtransferali, nella conduzione della relazione terapeutica. Sempre più spesso lo psicoanalista, e più in generale il terapeuta che opera psicoanaliticamente, deve confrontarsi con il difficile compito di aiutare il paziente ad integrare e consolidare un senso di sé precario e fragile, o, addirittura, di avviarne alcuni processi fondanti: operazione che richiede una particolare e raffinata capacità di coglierne i segnali rivelatori, anche quando mascherati da organizzazioni difensive ingannatrici, e di modulare le forme del proprio contributo e la vicinanza emotiva funzionali al raggiungimento di tale arduo obiettivo.
In modo coerente con i temi affrontati nei precedenti due dialoghi, dedicati alla relazione psicoanalitica ed ai processi intrapsichici, transpsichici ed interpsichici nel lavoro psicoanalitico, e con un taglio decisamente clinico e con finalità formative per i terapeuti che lavorano nell’ottica psicoanalitica, il 3° Dialogo del Centro Psicoanalitico di Bologna sarà dedicato alla costruzione del senso di sé nel lavoro psicoanalitico.
ORGANIZZAZIONE
Per le iscrizioni e il pagamento della quota d'iscrizione visitare il sito healthcareinnovery.com
È possibile scaricare la locandina evento
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Centro Studi Gradiva
LE FRONTIERE DELLA PSICOANALISI
“La Psicoanalisi oggi: tradizione ed evoluzioni”
Lavarone, 29 giugno - 1 luglio 2018
PROGRAMMA
Venerdì 29 giugno - Sala della Biblioteca
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ore 18.00 |
Presentazione del libro: Arte e psicoanalisi - Il respiro della creatività a cura di Graziano De Giorgio (Franco Angeli, 2017) |
Sabato 30 giugno - Sala dei Convegni
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ore 8.30 |
Registrazione dei partecipanti |
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ore 9.30 |
Saluti delle autorità: Adriana Fellin, vice Sindaco di Lavarone |
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ore 9.45 |
Introduzione dei lavori, Antonio Scaglia |
Prima Sessione
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ore 10.30 |
“L’evoluzione della psicoanalisi e le sue complesse relazioni con altre aree della cultura contemporanea” |
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ore 11.15 |
Pausa caffè |
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ore 11.45 |
“Filosofia, biotecnologia, scienza: lo sconvolgimento dei confini” |
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ore 12.30 |
Discussione con il pubblico, modera Simona Argentieri |
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ore 13.30 |
Pausa pranzo |
Seconda Sessione
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ore 15.00 |
Inizio lavori |
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ore 15.30 |
“Gli orizzonti non sono confini: ampliamenti nella teoria e nella clinica psicoanalitica” |
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ore 16.15 |
“Euforia e malinconia della modernità” |
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ore 17.00 |
Discussione con il pubblico, modera Alberto Schön |
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ore 18.00 |
Conclusione dei lavori |
Cinema Dolomiti
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ore 21.00 |
Proiezione del film documentario “Origini e attualità della Psicoanalisi” di Alessandra Balloni. |
Domenica 1 luglio - Sala dei Convegni
Terza Sessione
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ore 9.30 |
Inizio lavori |
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ore 10.00 |
L’adolescenza fra continuità e rotture” |
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ore 10.45 |
“L’esperienza e il possibile” |
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ore 11.30 |
Discussione con il pubblico, modera Daniela Federici |
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ore 12.30 |
Conclusione dei lavori |
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La partecipazione al Congresso è gratuita e aperta a tutti.
L'iniziativa è organizzata da: Centro Studi Gradiva, Comune di Lavarone, Azienda per il turismo Alpe Cimbra, Fondazione Museo Storico del Trentino, Società Psicoanalitica Italiana
Per informazioni, potete scrivere all’indirizzo del Comitato Organizzativo
Il Comitato Scientifico
Simona Argentieri, Daniela Federici, Elisabetta Marchiori, Antonio Scaglia, Alberto Schön, Enzo Stefan, Manuela Trinci.
PER RAGGIUNGERE LAVARONE
In automobile:
Autostrada del Brennero A22 - Uscita Rovereto nord (Km 24 da Lavarone)
direzione Folgaria-Lavarone; oppure Uscita Trento (km 30 da Lavarone) –
Autostrada A31 Uscita Piovene Rocchette (km 40 da Lavarone)
In aereo: Aereoporto Verona Villafranca (100
Km da Lavarone) www.aereoportoverona.it In
treno: Fermata Rovereto (30 Km da Lavarone)
www.trenitalia.com
In autobus: Servizio autobus Trentino Trasporti - Call Center 0461-821000 (attivo tutti i giorni feriali dalle ore 7:00 alle ore 19:30 - chiuso domenica e festivi) oppure www.ttesercizio.it





